martedì, Aprile 16, 2024
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Riviera dei Fiori: trekking e degustazione

Questo percorso ha la durata di due ore circa; partendo dal Chianiello (Angri) si giunge al sentiero n.346 che conduce al Castello di Lettere. La nostra proposta è quella di cominciare la mattinata con Colazione a base di prodotti tipici , alle ore 8:30, presso una delle aziende agricole di Lettere.

A seguire, con servizio navetta, la nostra guida vi condurrà nel punto in cui ha inizio il percorso: si raggiunge il Chianiello percorrendo una scala con gradoni di pietra locale intervallati da tratti di falsopiano (si arriva sul Chianiello – 205 mt – in 15 minuti circa). Una volta in cima, troverete un rifugio ed una fontanina e potrete godere di un primo panorama sulla Piana del Sarno, il Vesuvio, il golfo di Napoli, Ischia ed il Castello di Lettere.

Dal Chianiello il sentiero s’inoltra in un boschetto di castagni, sul tracciato della vecchia mulattiera, ripristinata negli anni cinquanta.

Dopo dieci minuti si imbocca, a destra, il sentiero n 346 che porta al Castello di Lettere; si attraversa la Vena di Capomazzo e si arriva ad uno slargo.

Si lascia a destra la sterrata che scende a valle e si prosegue per il sentiero che è fiancheggiato da reti metalliche che delimitano le proprietà private di giardini di ciliegi e uliveti. Cinquecento metri di salita e si arriva ad un bivio dove si prende a destra, a sinistra il sentiero porta dove fino a pochi anni fa era un bosco di castagni ed arriva in prossimità della teleferica a sbalzo (vedi sentiero n. 340).

Si gira intorno al versante dei Canali di Lettere, superando vene e facili dislivelli fino ad arrivare in vista del Castello di Lettere. A destra godiamo la vista della Valle del Sarno, con il Vesuvio e i paesi che l’affollano, il mare di Napoli, con le isole d’Ischia e di Procida,  chiude l’orizzonte a ponente.

Si procede in falsopiano, tra castagni e ontani, fino ad arrivare prima alla Vena Mazzoccola e poi alla Vena Perciata (339 mt), un piccolo canyon, che dalle colline dell’Astaglio spacca la montagna fino ai campi di Sant’Antonio Abate. Grotte e anfratti si aprono sui versanti rocciosi, che diedero riparo e rifugio alle popolazioni in tempo di guerre: qui la mano dell’uomo ha lasciato graffiti e disegni.

Dopo aver superato  un tratto accidentato per le rocce affioranti, in primavera, si respirano i profumi della macchia mediterranea (da qui il nome “Riviera dei Fiori”): timo, mirto, rosmarino, lentisco, cappero, origano, ginestre, anemoni, orchidee, campanule, gigli di San Giovanni… un arcobaleno di colori, al sole o all’ombra di castagni. Superato l’ultimo colle, ecco Lettere con il Castello medievale e la Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, venerata sin dai tempi in cui Lettere – il cui territorio faceva parte del Ducato di Amalfi – era sede vescovile suffraganea dell’Arcidiocesi di Amalfi.

(fonte: http://www.parcoregionaledeimontilattari.it/)

Ore 12:30: Degustazione a base di tipicità locali presso una delle aziende agricole di Lettere.

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